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Incantevole Bagno Vignoni
Incantevole Bagno Vignoni

Siamo nel Parco artistico naturale e culturale della Val d'Orcia, una terra rigogliosa, circondata dai monti e solcata dalle anse di un fiume. Su di un verde pianoro addossato a un colle, il medioevo ha lasciato una delle sue orme che, intatta dal trascorrere dei secoli, vive appartata dai clamori della nostra epoca. E' Bagno Vignoni, piccolo quanto incantevole agglomerato di case in pietra che, avvolte da caldi vapori, fanno corona attorno a una antica piscina termale.
Quando l'aria si raffredda, candide nuvole si innalzano dalla vasca, dove l'acqua sale dalla profondità di 1000 m a una temperatura di 52°C. Già i Romani conoscevano i benefici del luogo, ma solo a partire dal XII secolo la sorgente venne sfruttata sistematicamente con l'impianto di un abitato.
Nel 1360 una bambina di tredici anni vi giunse da Siena accompagnata dalla madre, che intendeva distoglierla dalla vocazione ascetica. Era Caterina Benincasa, la futura Santa Caterina, che durante il suo breve soggiorno a Bagno riuscì ugualmente a dedicarsi alla penitenza, immergendosi fin dove l'acqua diventava bollente.
Un grazioso loggiato, sul lato sud della piazza, porta il suo nome e accoglie una cappellina a lei intitolata. Dopo aver ammirato la fumante piscina, che diede refrigerio a illustri personaggi quali Lorenzo il Magnifico e Papa Pio II, visitiamo la Parrocchiale di S. Giovanni Battista, adorna di un pregevole affresco di Ventura Salimbeni.
Il nuovo stabilimento nella periferia del borgo offre piacevoli bagni e fanghi dalle virtù terapeutiche, mentre la cucina del posto ci delizia con le specialità della gastronomia senese. Oltre alla ribollita e alla panzanella, da non perdere sono gli arrosti di pollame e di cacciagione, accompagnati dalla tipica schiacciata (la ciaccia). Per una merenda sfiziosa, cantucci e Vinsanto sono decisamente l'ideale. Di recente è stato istituito un percorso naturalistico-culturale che conduce ai vecchi mulini, strutture spesso ipogeiche rimaste in uso fino agli anni '50. Il Parco dei Mulini ci affascina con i suggestivi ambienti sotterranei e le fatiscenti ruote, ma soprattutto ci rivela l'importanza di Bagno Vignoni come unico centro di molitura della zona funzionante dodici mesi l'anno, poiché alimentato costantemente dalle sorgenti termali. Prima di fare ritorno a casa, andiamo a vedere la cascata bollente che, dall'alto di una rupe, si getta nel fiume Orcia. Il calcare presente nelle acque ha tinto le rocce sottostanti, creando effetti cromatici davvero sorprendenti.