
Borgo della Versilia sul versante tirrenico delle Alpi Apuane, nell'alta valle del fiume Vezza, Stazzema divenne un importante centro alla fine del secolo XVI, sia per il lavoro delle miniere di Levigliani, Bottino e Terrina, sia per le copiose escavazioni di marmo iniziate nel 1565 sopra il Ponte Stazzemese, ma già in epoca preromana fu un centro marmifero noto anche per le miniere d'argento. Il borgo divenne capoluogo dell'alta Versilia nel 1776. Stazzema è il punto di partenza per molte escursioni al monte Procinto, un grosso torrione staccato dalle pendici del Nona, alto 1177 metri.
All'inizio del centro abitato, fra le costruzioni, per lo più in pietra, troviamo la Pieve romanica di S. Maria Assunta col bel rosone in facciata. L'interno è a tre navate con un soffitto a cassettoni del XVIII secolo; da vedere sono il S. Antonio attribuito a Matteo Civitali, la porta in marmo della sagrestia attribuita a Lorenzo Stagi, la tavola di Pietro da Talada con l'Assunta e il bassorilievo sopra il fonte battesimale, datato 1551 con il Battesimo di Gesù. Sulla facciata della canonica è invece il medaglione attribuito a Francesco Riccomanni.
L'edificio è stato dichiarato monumento nazionale. Da segnalare sono la Torre dell'Orologio, detta Torre Medicea, costruita nel 1739, oggi purtroppo assai rovinata, e la Fontana Carraia del XVI secolo. Nelle vicinanze del centro, sorge il Santuario della Madonna del Piastraio o Madonna del Bell'Amore, un edificio del XVII secolo nel quale fu rinvenuta un'immagine della Madonna.
Il comune di Stazzema, a differenza degli altri comuni della Versilia, è formato da una serie di piccoli nuclei abitati distanti tra loro. Ai piedi del monte Corchia si trovano i paesi di Retignano e i già ricordati, Terrina e Levigliani: qui, da visitare è la necropoli preromana.
Ci sono poi Ruosina, Pomezzana e Volegno, dove possiamo vedere, rispettivamente, il monumento con la grande trota in memoria di quella pescata da Maria Cristina di Lorena nel 1603, la Chiesa di S. Rocco con le preziose opere di oreficeria lucchese e un Oratorio del XVI secolo. Altri paesi sono Pruno, conosciuto per la Pieve romanica di S. Niccolò e per il Presepe Vivente e S. Anna di Stazzema.
Il nome di questa località è legato al barbaro eccidio compiuto dalle truppe tedesche il 12 agosto del 1944: il Sacrario e il Museo storico della Resistenza, ricordano i 561 civili uccisi.
Ai piedi del monte Sumbra, troviamo Isolasanta, nota per le Marmitte dei Giganti,ovvero cavità enormi nella roccia, modellate dall'acqua nel corso dei millenni. Ponte Stazzemese, sede del Comune, è invece il punto di partenza per numerose escursioni sui monti dell'alta Versilia. Stazzema, insieme al comune di Seravezza, dista pochi chilometri dal mare: la tranquillità della zona, l'incanto del paesaggio e il buon clima, ma anche le antiche tradizioni, insieme alla genuinità delle persone che vi abitano, sono certo elementi che fanno dell'alta Versilia un territorio tutto da visitare.